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“Mia
madre il pomeriggio mi lasciava riposare nel bosco dove c’erano i
terreni terrazzati. Ogni giorno scavavo un pezzetto di terra con le mani e,
zolla dopo zolla realizzai un piccolo forno come quello del paese dove ci
cuocevano il pane, tutto tondo e con un camino ricavato dentro. Fu il mio
primo forno. Avevo appena sette anni”.
Vincenzo De Marco nasce nel
1928 in
Calabria e, giunto a Roma con la famiglia, comincia a lavorare prima alla
bottega di un idraulico e poi nell’unica fabbrica di ceramica della
città l’Arcero e collabora con diverse ditte romane per la
progettazione tecnica di impianti dalle più svariate applicazioni.
In quegli anni nella Roma del dopoguerra i forni sono
ancora a legna, il materiale refrattario non esiste, non ci sono strumenti
per realizzare la ceramica e mancano soprattutto i soldi e la materia
prima, l’argilla. Vincenzo gira mezza Italia per cercare le terre,
visita decine e decine di fabbriche che fanno le tegole e trova la prima
creta buona nel Lazio alle cave tra Orte scalo e Orte paese.
La svolta arriva nel
1950 in
occasione della prima fiera campionaria di Roma grazie all’incontro
fortuito con il direttore della più grande fabbrica di forni elettrici
europea con sede nel nord Italia che intravede in Vincenzo de Marco una
sorprendente inventiva e un’eccezionale abilità tecnica. La
multinazionale del nord affida a questo giovane la realizzazione dei primi
forni elettrici della città ed è così che nel 1951 Vincenzo mette su un’officina
a via Monti della Farnesina con il nome Offmec, officine meccaniche.
Nonostante
le difficoltà del dopoguerra Vincenzo prende i primi appalti tra cui un
lavoro importante per l’Istituto d’arte di Sassari. I clienti e l’attività
aumentano e negli anni 60 Vincenzo si ingrandisce e con il nome Forni
De Marco si trasferisce in Via dell’Acqua Bullicante. I forni De
Marco vengono realizzati non solo per centinaia di istituti d’arte, ma
anche per
la ThyssenKrupp
negli stabilimenti di Terni, per l’llva, per il centro sviluppo
materiali a Pomezia Terni e Genova, le facoltà di mineralogia, fisica,
ingegneria chimica dell’Università
La Sapienza
di Roma, l'Università di Cassino (dipartimento di metallurgia),
l'Università Roma Tre (dipartimento scienze ingegneria civile),
l'Università Tor Vergata di Roma (dipartimento scienze e tecniche
chimiche, dipartimento di biologia).
“Una quindicina di anni fa, ci ordinarono un forno a
gas di cinque metri ma avevamo bisogno dei bruciatori. Così ci rivolgemmo
alla più grande fabbrica di forni. Il proprietario mi disse: - De Marco,
ti devo raccontare una cosa: io ti ho copiato. Anni fa venni a sapere che
un prete di Todi aveva un tuo vecchio forno. Lo comprai per settecento
mila lire, nuovo sarebbe costato trecentocinquantamila lire al massimo. L’ho portato via e l’ho
fatto smontare tutto. Era perfetto. Noi ancora oggi forni così perfetti
non riusciamo a farli. –
Negli
anni cinquanta Roma era il centro nevralgico dell’arte. Osservazione,
sperimentazione, tecnica, eclettismo: le doti di Vincenzo si fanno presto
conoscere nel mondo degli artisti. Assenza, Caruso, Cascella, Ceroli,
Consagra, Ettorre, Fazzini, Gheno, Lomnardi, Manzù, Marinangeli, Meli,
Mileto, Mazzacurati, Placidi, Sarti e Spadini si passano la parola e uno
ad uno si rivolgono alle officine De Marco per progettare, studiare e
discutere insieme come realizzare i forni con forme, dimensioni e sistemi
di cottura che soddisfino le loro esigenze.
E anche grazie ai forni di Vincenzo realizzano opere
meravigliose.
Luigi, il
primogenito di Vincenzo entra nell’attività del padre negli anni
ottanta e apporta un grande rinnovamento. Dopo anni di apprendistato, si
specializza in ceramica e decide di aprire nel 1996 il primo punto vendita
De Marco per poter andare incontro alle esigenze dei clienti più affezionati che una volta
acquistato il forno chiedono anche i materiali per la lavorazione della
ceramica. Luigi ha istituito l’associazione culturale Maestri D’arte
che tramite la scuola di ceramica De Marco e con il contributo e il
sostegno di molti artisti ha come obiettivo quello di promuovere l’arte
della ceramica in tutte le sue discipline.
La storia della De Marco è soprattutto la storia di
un uomo, Vincenzo che grazie al suo innato ingegno e un’inesauribile
tenacia da oltre mezzo secolo realizza forni perfetti che, una volta
aperti a fine cottura restituiscono agli occhi stupefatti dell’artista
la sua ceramica trasformata in meravigliosa opera d’arte. Anna Aloisa
Mileto, la figlia di Agatina una delle più grandi pittrici sul terzo
fuoco scrive:
“…Incuriositi
guardavamo gli oggetti che uscivano dal forno e che grazie al suo tocco
delicato e sapiente, diventavano cottura dopo cottura, preziosi e unici...
Fortunatamente (mia madre) conobbe un abile ed eclettico artigiano,
Vincenzo De Marco, che costruiva anche forni per ceramiche e studiò con
lei un forno ideale per il piccolo fuoco. In seguito e ancora adesso tutti
i forni del nostro laboratorio sono stati costruiti da De Marco, oggi
coadiuvato da suo figlio Luigi. A loro dobbiamo veramente molto perché
senza un buon forno e una perfetta cottura non si fa niente. Il primo
forno che De Marco costruì è la “mascotte” del nostro laboratorio ed
è una vera emozione constatare che a distanza di oltre 40 anni cuoce
ancora benissimo”. (Dal libro “L’arte della Ceramica Mileto” di
Anna Aloisa Mileto, Artemide Edizioni, 2003)

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